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Il Monte Soratte: tra bunker segreti e sentieri naturali

Il Monte Soratte si erge solitario a 691 metri nella media valle del Tevere, dominando la campagna romana con la sua inconfondibile silhouette calcarea. Questo antico massiccio, un tempo isola marina, è da sempre avvolto da un’aura di mistero: un luogo sacro agli antichi, frequentato da eremiti, scelto come rifugio militare e oggi meta di escursionisti e viaggiatori curiosi. Nelle sue viscere, infatti, si nasconde uno dei segreti più affascinanti d’Europa: il Bunker di Soratte.

Mentre i sentieri panoramici conducono agli eremi di San Silvestro e Santa Lucia, attraversando boschi di leccio e antiche carbonaie, quattro chilometri di gallerie sotterranee raccontano vicende che attraversano il fascismo, l’occupazione nazista e la Guerra Fredda.

Il progetto fascista

La costruzione del bunker iniziò nel 1937, su ordine di Benito Mussolini. Progettato dal Genio Militare di Roma, doveva essere il rifugio antiaereo per le alte cariche dello Stato e per la famiglia reale. La posizione non era casuale: il Soratte, isolato nella valle del Tevere e a meno di un’ora da Roma, garantiva al tempo stesso vicinanza strategica, controllo del territorio e riservatezza.

Per mantenere il segreto, l’opera fu ufficialmente presentata come una fabbrica d’armi Breda, con il nome fittizio di “Officine protette del Duce