
Non serve puntare alle vette per sentire la montagna. A volte basta un sentiero di mezza quota, tra borgate di pietra, prati fioriti e muri di vigne che resistono da secoli. Il Cammino Balteo nasce così: un anello di circa 350 chilometri cucito attorno alla Dora Baltea, il fiume che raccoglie ghiaccio e pioggia da valli nascoste e porta a valle storie di uomini e mulini.
Dove inizia e come si snoda
Si parte da Pont-Saint-Martin, al confine orientale della regione, dove un ponte romano del I secolo a.C. ancora regge il passaggio di chi parte a piedi. Non c’è obbligo di seguirlo per forza da lì: il Balteo è un cammino libero, pensato per chi ama decidere di tappa in tappa. Le sue 23 sezioni si rincorrono lungo le due sponde della Dora, toccando borghi sospesi tra 350 e 1.900 metri di quota. Alcune giornate sono leggere, altre spingono in salita con dislivelli anche di mille metri: ma a ogni fatica corrisponde un balcone di erba e pietra da cui guardare il fondovalle come se fosse un fiume di tetti.
Tra rascard e castelli
Chi cammina il Balteo scopre paesi dove il tempo si è fermato senza ostentarlo. A Perloz basta alzare lo sguardo per vedere appesi ai muri i rascard, fienili costruiti su “funghi