A volte, un’immagine può accendere un’emozione, evocare ricordi o ispirare nuove avventure. È ciò che mi è successo di recente, mentre esploravo le sale del Museo del Prado di Madrid.

Di recente, mentre percorrevo le sale del Museo del Prado di Madrid, un dipinto ha catturato la mia attenzione, rafforzando ancora di più il legame profondo che da sempre mi unisce all’escursionismo. Davanti a The Mancorbo Pass in Picos de Europa di Carlos de Haes, mi sono fermato, quasi ipnotizzato dalla potenza evocativa di quella tela. La maestosità delle montagne, la luce che danza tra le rocce, quell’imponente vetta centrale che sembra chiamarti all’avventura… Per un istante, ho sentito l’aria fresca dei Picos de Europa sul viso e l’irrefrenabile desiderio di calzare gli scarponi.
Chi ama l’escursionismo sa che le montagne non sono solo paesaggi da attraversare, ma veri e propri racconti di pietra, luce e silenzi. A volte, questi racconti vengono immortalati anche nell’arte, trasformando una visione della natura in una testimonianza eterna. È proprio il caso di questo capolavoro dipinto nel 1876, che ha saputo parlarmi con una voce che solo chi percorre i sentieri può comprendere fino in fondo.
Mentre osservavo i dettagli del quadro, mi sono sorpreso a pianificare mentalmente un itinerario nei Picos de Europa, ispirato unicamente da quella visione artistica che ha saputo restituire non solo l’aspetto, ma l’anima stessa della montagna. È stata un’esperienza quasi mistica, un dialogo silenzioso tra l’arte del passato e la mia passione presente per l’outdoor. Ed è questa connessione che voglio condividere con voi oggi.
Il dipinto che cattura l’anima della montagna
L’opera rappresenta il passo di Mancorbo, situato ai piedi del monte Andara, una delle cime più affascinanti dei Picos de Europa. Con la sua imponente vetta centrale, resa con straordinaria maestria attraverso un sapiente gioco di luci e ombre, il dipinto trasmette tutta la potenza e la maestosità della montagna. L’aggiunta di un mandriano con il suo gregge in primo piano introduce una dimensione umana, rendendo il paesaggio non solo grandioso, ma anche vissuto.
La tecnica di de Haes è particolarmente evidente nella rappresentazione delle rocce calcaree tipiche dei Picos: ogni sfumatura di grigio e beige cattura la texture irregolare della pietra, mentre i contrasti tra luci e ombre enfatizzano la drammaticità delle formazioni rocciose. Il cielo, dipinto con pennellate fluide, mostra nuvole che sembrano in movimento, creando una sensazione di dinamismo che contrasta con l’immobilità eterna delle montagne.
Carlos de Haes: un pioniere del paesaggismo spagnolo
Carlos de Haes (1826-1898) è stato uno dei principali esponenti del paesaggismo realista spagnolo, un artista che ha saputo ritrarre la natura con fedeltà e profondità emotiva. Nato in Belgio ma trasferitosi in Spagna in giovane età, de Haes rivoluzionò l’approccio alla pittura paesaggistica nel paese, introducendo la pratica della pittura en plein air e rifiutando le convenzioni romantiche in favore di un realismo più diretto e immediato.
Durante un viaggio nei Picos de Europa nel 1874, insieme ai suoi allievi Aureliano de Beruete e José de Entrala, realizzò schizzi e studi dal vero, che due anni dopo lo portarono a completare questo capolavoro. La sua capacità di catturare la forza primordiale della montagna con un approccio realistico segna una svolta nella pittura paesaggistica spagnola del XIX secolo.
De Haes era noto per la sua dedizione al lavoro sul campo, portando con sé tele e colori anche nei luoghi più impervi. Questo approccio gli consentiva di cogliere dettagli e atmosfere che sarebbero andati perduti in uno studio fatto a memoria o basato su schizzi sommari. I suoi quadri non sono quindi semplici rappresentazioni, ma vere e proprie esperienze visive che trasmettono la sensazione di trovarsi fisicamente nei luoghi dipinti.
I Picos de Europa: un paradiso per escursionisti
Ma cosa rende davvero speciale questo dipinto per chi ama l’escursionismo? Oltre alla sua bellezza artistica, The Mancorbo Pass in Picos de Europa è un invito a esplorare quei luoghi selvaggi e autentici che hanno ispirato de Haes.
I Picos de Europa (“Picchi d’Europa”), situati nel nord della Spagna tra le regioni delle Asturie, Cantabria e León, costituiscono uno dei massicci montuosi più spettacolari della penisola iberica. Il loro nome deriva dal fatto che erano il primo avvistamento di terra per i marinai che tornavano dalle Americhe. Dichiarati Parco Nazionale nel 1918 (il primo in Spagna), questi monti offrono un paesaggio carsico unico, caratterizzato da formazioni rocciose frastagliate, profonde gole e una biodiversità sorprendente.
Itinerari imperdibili nei Picos de Europa
I Picos de Europa offrono una varietà di percorsi escursionistici per ogni livello di esperienza:
Il Sentiero del Cares (Ruta del Cares): Soprannominato “La Garganta Divina” (La Gola Divina), questo percorso di 12 km si snoda lungo una gola spettacolare scavata nella roccia, con pareti che si innalzano per centinaia di metri su entrambi i lati. Il sentiero, in parte scavato nella roccia nella prima metà del XX secolo per la costruzione di un canale idroelettrico, collega i villaggi di Poncebos (Asturie) e Caín (León). Considerato uno dei trekking più belli di tutta la Spagna, offre viste mozzafiato e richiede circa 5-6 ore per essere completato (andata e ritorno).
Il Circo de